ImageImageImageImageImageImageImageImageImageImageImageImageImageImageImageImageImage
Autore

Quasi il 9% degli account attivi su Twitter non necessariamente hanno utenti in carne e ossa a gestirli, in altre parole sarebbero dei bot. Ad ammetterlo è lo stesso social network che nella nuova documentazione presentata alla Sec, l’equivalente americana della Consob, ha rivelato che circa l’8,5% dei suoi account attivi hanno utilizzato applicazioni di terze parti che hanno potuto inviare aggiornamenti periodici senza alcuna azione da parte di un persona reale. In altre parole significa che tra i 271 milioni di account attivi totali di Twitter, circa 23 milioni sono bot, o account automatizzati.

Come riportato da Quartz, i dati rilasciati da Twitter mirano a fare chiarezza su alcune informazioni che non devono aver fatto piacere agli inserzionisti, secondo le quali il 14% dei montly active users, ovvero degli utenti mensili attivi di Twitter, accedono al servizio senza passare dal sito ufficiale o applicazioni mobili, ma utilizzando API di Twitter. In particolare 8 milioni (3%) di utenti utilizzano TweetDeck o Twitter per Mac, 7 milioni (2,5%) di sfruttano client di terze parti, mentre 23 milioni (8,5%) sono appunto “Twitterbots”. Per bot, comunque, si intendono necessariamente produttori di spam o link promozionali: Twitter specifica che questi non raggiungono neanche il 5% del totale, mentre ne esiste una buona fetta che fornisce agli utenti informazioni utili o divertenti.

Perchè rivelare queste informazioni? Secondo gli osservatori si tratta di una mossa che trova giustificazione nella necessità del colosso di spiegare al meglio agli inserzionisti che tipo di pubblico frequenti Twitter e, di conseguenza, che tipo di pubblico esso può offrire loro. 

 

SCRITTO DA redazione

©2025 Fondazione per la sostenibilità digitale

Tech Economy 2030 è una testata giornalistica registrata. Registrazione al tribunale di Roma nr. 147 del 20 Luglio 2021

Powered by DTILab  - Designed by Fattoria Creativa - Developed by EHT